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Pacta sunt creanda      






















 


8 settembre 2007

ICTUS - Ode laica

 «Se la vera religione poggia sull’amore, è egualmente vero che sull’amore poggia la fedeltà. La legge per la quale io sono giudicato non ha nulla a che fare con l’amore e pretende oggi la fedeltà sulla ignoranza e la cecità del passato. Per la verità, io sono processato non dai miei pari dell’epoca presente, ma dai miei pari di un passato morto e sepolto; non dalla civiltà del ventesimo secolo ma dalla brutalità del ‘300; tanta antiquata è la legge alla quale si vuol ricorrere oggi per uccidere un Irlandese il cui delitto è che egli mette l’Irlanda sopra ogni cosa. La fedeltà è un sentimento, non una legge. Si fonda sull’amore e non sulla coercizione. Il governo dell’Irlanda da parte dell’Inghilterra si fonda sopra la coercizione, non sulla legge: e poiché non domanda amore, non può pretendere fedeltà».

(Roger Casement, nazionalista irlandese, il 29 giugno 1916 al processo che ne determinerà la condanna a morte, poi eseguita nell’agosto)


8 settembre 2007

IO STO CON GLI IPPOPOTAMI (LA CHIESA DI PIU')

Il falso mito degli embrioni chimera

Di Carlo Alberto Redi
L'autorità britannica per la regolamentazione della ricerca sulla fecondazione e l'embriologia (HFEA), dopo che il maggio scorso aveva bloccato le richieste di due ricercatori (uno del Kings College di Londra ed uno dell'università di Newcastle) per la creazione di embrioni ibridi ha ora, dopo una vasta consultazione popolare che ha approvato con il 61 per cento di consensi ed il 24 per cento di contrari queste ricerche, dichiarato che è pronta ad esaminare le due richieste. Questa è la notizia.

L'esito della procedura di valutazione non è ancora noto e può anche essere che le due richieste non siano considerate adeguatamente giustificate. Non sarebbe certo una sorpresa: in 18 anni di attività, l'HFEA ha approvato solo tre richieste di ricerche che prevedono la creazione di embrioni per la derivazione di staminali embrionali con la tecnica del "trasferimento nucleare", e cioè l'introduzione di un nucleo di cellula somatica in un oocita umano privato del nucleo (la stessa tecnica che permette di clonare animali). È questo comportamento un segno di grande responsabilità e garanzia che nel vagliare le richieste dei ricercatori vengono tenute in conto con grande serietà ed attenzione anche le diverse impostazioni etiche che circondano im mondo della ricerca sugli embrioni umani.

Nella decisione del 5 settembre, l'HFEA prende atto del fatto che le richieste della comunità scientifica di introdurre un nucleo di una cellula somatica (della pelle) in un oocita di coniglio o di bovino privato del nucleo (la richiesta di creare embrioni ibridi) ha una grande valenza scientifica ed è incoraggiata da autorevoli associazioni e fondazioni mediche, prima tra tutte la "Association of Medical Research Charities (AMRC)" che, fondata nel 1987, da sola riunisce ben 114 fondazioni per la ricerca medica di tipo non-profit e che da sola finanzia ben un terzo di tutta la ricerca biomedica britannica (circa un milardo di sterline anno) con particolare attenzione alle patologie cardiache, cancro, diabete, fibrosi cistica e patologie neuronali. E tutto ciò con l'aiuto di pazienti e dei loro cari. La decisione della agenzia di regolazione delle ricerche sulla fecondazione e l'embriologia stabilisce che in linea di principio si possano creare embrioni ibridi impiegando uova animali per incubare nuclei umani di cellule somatiche così da riprogrammare in termini chimici quei nuclei ad esprimere le caratteristiche delle cellule staminali embrionali. Entro i primi 14 giorni di coltura queste entità biologiche devono essere disaggregate e le cellule staminali, sperabilmente, derivate. Questa è la notizia.

Purtroppo non stupisce che ancora una volta nel nostro paese la notizia sia stata distorta e piegata a letture di tipo ideologico e confessionale del tutto prive di fondamento scientifico. Stiamo parlando infatti della possibilità di creare embrioni ibridi uomo-animale per quanto riguarda il citoplasma, il termine infatti è "cibridi" dall'inglese cybrids (cytoplasmic hybrids). Nessun ibdrido tra DNA umano e DNA animale ! E' del tutto fantasiosa e fuorviante la presentazione sui media della creazione di individui mezzo uomo e mezzo animale, come nei miti: dalla sfinge, al minotauro alla chimera. Se mai fosse possibile in laboratorio ottenere animali ibridi di questo tipo dovremmo mescolare il DNA dei nuclei delle diverse specie, cosa che nessun biologo al mondo sa fare! E dunque significa che ancora una volta non solo non sono stati letti e studiati i documenti ufficiali ma si è dato corpo alle fantasie più vuote di fondamento scientifico.

Quello che è veramente grave per un paese che dovrebbe uscire dal declino sociale ed economico è il fatto che la propria classe "pensante", quella che dovrebbe aiutare ad investire in ricerca e innovazione, non abbia letto i documenti e si sia messa a pontificare di etica su dei valori assunti ma del tutto irreali. Innanzitutto le entità biologiche di cui stiamo parlando non sono chimere: le chimere vengono prodotte mescolando cellule embrionali di specie (o ceppi) diverse nei primi stadi di sviluppo, sono una tecnica corrente in ricerche di embriologia e, ad esempio, si impiegano per saggi di tumorigenicità. Non è possibile impiegare termini in libertà, in un senso gergale e colloquiale, quando si vuole salire in cattedra. E non vi è nulla di mostruoso nel costruire chimere animali. In tutte le legislazioni sul pianeta terra è proibito costruire chimere uomo-animale. Punto.

È chiedere troppo ai solerti censori di leggere i documenti, di avere l'umiltà di studiare un poco di biologia!? Non credo. La creazione di cibridi non significa la creazione di mostri che poi vengono uccisi come nei campi di concentramento (per bocca di autorevolissimi esponenti del mondo cattolico), significa la creazione di una entità biologica costituita da un nucleo somatico, di pelle (ne perdiamo milioni ogni giorno), a contatto con il citoplasma dell'oocita di coniglio, ad esempio. È questa una entità ibrida che non potrà mai dare inizio ad alcun processo di organogenesi per giungere ad un embrione pronto ad impiantarsi in un utero: questo dato fattuale è incontestabile. La potenzialità di sviluppo embrionale di questi ibridi citoplasmatici è nulla: Ci si augura che, se l'esperimento riesce, il nucleo somatico acquisti delle caratteristiche di espressione genica simile a quella delle cellule embrionali, si riprogrammi. Di più non può accadere. La copresenza di un nucleo somatico umano con il citoplasma (e cioè dei mitocondri) di un'altra specie non permette di accopiare le reazioni chimiche che normalmente avvengono tra il DNA mitocondriale e quello nucleare (che deve essere strettamente specie-specifica), e dunque non permette di avere l'energia chimica (ATP) necessaria a sostenere lo sviluppo embrionale; in altre parole è garanzia del fatto che l'ibrido citoplasmatico, il cibrido, non ha alcuna potenzialità di svilupparsi.

La speranza è che quel fantastico miniaturizzato laboratorio di biologia molecolare che è l'oocita, sebbene di un'altra specie, sia in grado di avviare le prime reazioni chimiche che portano un DNA somatico a riprogrammarsi sul tipo embrionale. Ma stiamo parlando di cellule, non di embrioni; e meno che meno di chimere, stiamo parlando, se l'esperimento riesce, di un centinaio di cellule del tutto prive di alcuna possibilità di organizzarsi seppure nelle prime fasi anatomiche dell'embrione.

Siti di consultazione:

Human Fertilisation and Embryology Authority (HFEA)
http://www.hfea.gov.uk/en/1581.html
http://www.hfea.gov.uk/en/1579.html


Association of Medical Research Charities
http://www.amrc.org.uk




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23 luglio 2007

LA CULLA DELLA CIVILTÁ....

 Jesolo, bosniaco si tuffa con un marocchino e muore nel fiume
Il padre e la madre dei bambini ritracciati dopo dagli agenti di polizia

Salva due bimbi e annega
dai genitori neppure un grazie

di NICOLA PELLICANI


<b>Salva due bimbi e annega<br>dai genitori neppure un grazie</b>

Dragan Cigan, il bosniaco scomparso (foto Gavagnin)

JESOLO - È annegato, risucchiato dalla corrente alla foce del Piave. Portato chissà dove dall'acqua del fiume che in quel punto, a Cortellazzo (Jesolo), incontra il mare. Ieri mattina attorno alle 12, è scomparso in un attimo Dragan Cigan di 31 anni, cittadino bosniaco, manovale a San Martino di Lupari - in provincia di Padova -, che poco prima si era tuffato in mare assieme ad un altro extracomunitario marocchino H. R. di 35 anni, per soccorrere due fratellini di sette e dieci anni , arrivati al mare con mamma e papà da Roncade (Treviso), che stavano per annegare. Alla fine i bimbi se la sono cavata, mentre Dragan non ce l'ha fatta. Ha lottato con tutte le sue forze ma un'onda se l'è portato via e non è più riuscito a guadagnare terra.

Il marocchino che con lui si era tuffato è riuscito a raggiungere la riva, tirato su a braccia dagli altri bagnanti che nel frattempo si erano mobilitati per dare una mano. A quanto pare però, non i genitori dei bimbi che non appena hanno riabbracciato i figli, se ne sono andati suscitando l'indignazione degli altri bagnanti. Hanno lasciato la spiaggia senza aspettare l'esito delle ricerche dell'uomo che ha salvato i loro figli. Senza curarsi della disperazione della sorella e degli altri familiari di Dragan, che in Bosnia aveva una moglie e due figli di 4 e 9 anni. Una coppia di Vittorio Veneto è fuori di sé per quanto ha visto: "Ci siamo vergognati di essere italiani quando abbiamo visto i genitori dei bimbi di Roncade salvati andarsene senza neppure avvicinarsi a confortare i familiari dell'uomo annegato e senza ringraziare quel marocchino". E aggiungono: "Non credevamo ai nostri occhi. Un comportamento inqualificabile".

E pensare che Dragan e H. R. non appena hanno visto i bimbi in difficoltà, senza conoscersi, senza parlare la stessa lingua, non hanno perso un momento. E' bastato uno sguardo d'intesa e si sono buttati in acqua. In quel momento la spiaggia era affollata di bagnanti, ma solo loro si sono tuffati nel disperato tentativo di trarre in salvo i bimbi. La corrente in quel punto è fortissima, i due giovani hanno speso tutte le energie per cercare di salvarli. La riva era lì a due passi, ma sembrava irraggiungibile. Intanto a terra montava l'angoscia. All'apprensione per i due fratellini si aggiungeva l'ansia per Dragan che non ce la faceva più a lottare contro la corrente. Zurica la sorella del manovale bosniaco iniziava a urlare disperata. Con lei c'erano il marito e il figlio. Sono stati minuti drammatici con la famiglia di Roncade che nel frattempo si allontanava. Poco dopo è stata rintracciata dalla polizia di Jesolo che l'ha accompagnata in commissariato per ricostruire la vicenda.


8 luglio 2007

I PLEA GUILTY - CONFESSO CHE SON ATEO

 

Da bambino, al catechismo imparai a fare il bene per convenienza e a non fare il male per paura. Dio mi somministrava castighi o ricompense, mi minacciava l'inferno e mi prometteva il cielo. E io temevo e credevo.
   Sono passati gli anni, e ormai non temo, non credo più. Comunque vada, mi dico, se merito di essere arrostito a fuoco lento, sull'eterna graticola, ebbene, così sia. Almeno mi sarà risparmiato il purgatorio, sicuramente strabocchevole di orribili turisti del ceto medio. E in fin dei conti, giustizia sarà fatta.
   A essere sinceri, meritare lo merito. Non ho mai ammazzato nessuno, è vero, ma solo per mancanza di coraggio o di tempo, non di voglia. Non vado a messa la domenica, nè le feste comandate. Ho desiderato quasi tutte le donne degli altri, tranne quelle brutte, dunque ho commesso, nelle intenzioni almeno, la violazione di quella proprietà privata che Dio consacrò personalmente nelle tavole di Mosè: Non desiderare la donna d'altri, nè il toro, nè il ciuco... Come se non bastasse, con premeditazione e slealtà ho compiuto l'atto d'amore senza perseguire il nobile scopo di riprodurre la manodopera. So benissimo che il peccato della carne è assai mal visto in cielo. Ma ho qualche sospetto che Dio condanni ciò che non conosce.

 
Eduardo Galeano da "Il libro degli abbracci"


2 maggio 2007

UNCENSORED (Rivera defendo)

Sono d'accordo con Rivera.

Che poi questa sia una societá ipocrita ed oramai lanciata verso un talebanesimo da stadio in salsa papale, la cosa non mi interessa. Ha ragione, punto e basta. Io non ho sentito il concerto (sono a Vienna) e mi affido solo alle parole riportate dai quotidiani, eppure le condivido in pieno. Io non odio il Vaticano, non disprezzo la religione, non offendo dei né ho intenzione di farlo in futuro. Anche Rivera non lo ha fatto, ha solo elencato una serie di dati di fatto assolutamente inconfutabili:un dittatore sanguinario ora riposa in terra consacrata mentre un povero malato che non ha altra colpa se non quella di aver sofferto per decine di anni i dolori dell'inferno é destinato ad una (ulteriore) dannazione eterna, privato del conforto dei sacramenti.

Se poi volete dare anche a me del terrorista, fate pure. Vuol dire che anche voi, come l'Osservatore Romano, evidentemente conoscete a meraviglia il latino della Bibbia ma avete vergognosamente dimenticato l'uso dell'italiano. Questo senza andare a scomodare il buon senso, ovviamente.

É un presentatore, va bene. Ma in fondo abbiamo dei Ministri che quasi bestemmiano o che insultano i cittadini, abbiamo dei giornalisti che appena si credono al sicuro cominciano a snocciolare perle di decadente bassezza, presentatrici che istigano alla sottovalutazione del cervello femminile ed all'esaltazione degli effetti neurodegenerativi del silicone... ci vogliamo scandalizzare perché un presentatore ha espresso quello che é un sentimento non diffuso, ma diffusissimo!?

Non ha offeso la Chiesa, non ha bestemmiato, non ha offeso le religione, non ha insultato i fedeli; in sostanza ha semplicemente criticato.

Se la critica diventa terrorismo, allora vuol dire che oltre all'America, oltre ad Israele, un'altro feudo di innominabili é nato.

Come ci chiameranno, anti-clericali? anti-papisti? filo-talebani?
O forse l'Osservatore Romano ha dettato la via: saremo semplicemente Terroristi. Terroristi della parola e dell'idea, che non distruggono,  non uccidono né incitano a farlo, ma si limitano a dire il loro pensiero invece di farsi spaventare dai patetici attacchi di chi ci dice: O con noi, o contro di noi.

Né con voi, né contro di voi.
Semplicemente e pacificamente dalla parte delle nostre idee, che vi piacciano o meno.




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13 febbraio 2007

PER CHI VIAGGIA IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA (2?)

Io sono contrario alle adozioni da parte delle coppie di fatto omosessuali.

Prima che l'Arci mi sbrani, dico che sono anche contrario alla concessione di adozioni alle coppie di fatto eterosessuali. Prima che l'Arci ed i centri sociali mi spolpino assieme, mi affretto a chiarire che non ho nulla contro omo o etero, ma sono ancora convinto che chi desidera un figlio deve volere innanzitutto il suo bene, altrimenti non vuole soddisfare altro che il suo stesso desiderio. Volere il bene di un figlio, per me, significa garantirgli un'infanzia serena con due genitori che lo amano e  lo sostengono; questo risultato lo si può raggiungere solo e soltanto se ci si assume un impegno serio e vincolante a voler almeno provare ad andare fino in fondo. Poi magari ci si separa, si divorzia, ma almeno l'intenzione deve essere così forte da estrinsecarsi in una dimostrazione esteriore la cui forza è paragonabile solo all'atto matrimoniale (civile o canonico che sia).

Invece - neghi chi può - la convivenza contiene "in re ipsa" il dubbio sulla scelta che si sta portando avanti; rifiutando di legarsi "permanentemente" alla persona che si ha accanto, per quanto le ragioni possano essere le più varie, tenstimonia in primo luogo l'intimo desiderio di lasciare aperta una porta da cui poter uscire in ogni momento. A mio parere, questi non sono presupposti sufficienti per legittimare un passo così importante quale quello dell'affidamento di un bambino.

A questo punto mi potrebbe tranquillamente venire obiettato che, in questo modo, io discrimino le coppie gay (che fisiologicamente non possono concepire e potrebbero solo adottare) rispetto a quelle etero le quali possono tranquillamente soddisfare il loro desiderio di paternità (e maternità) attraverso i cari, vecchi metodi.
Verissimo, ma la filiazione naturale è un'altra questione rispetto all'adozione. Ovviamente nessuno può impedire ad una donna di partorire perchè non è sposata, ma si può - e,secondo me, si deve - evitare che un bambino già svezzato ed in parte formato cui la vita ha già tolto buona parte della stabilità affettiva di cui avrebbe avuto bisogno, venga precipitato in una situazione pseudofamiliare in cui ognuno, volendo, fa come gli pare. Ovvio che qualcuno convive pacificamente e fedelmente anche per cinquant'anni, ma su casi sporadici (e quindi sulla mera fiducia nella presunta bontà umana) non si può costruire una regola che metta in pericolo lo sviluppo e la crescita di migliaia di bambini.

Se poi si vogliono equiparare in toto i dico (o pacs) al matrimonio civile, nulla quaestio. Però a quel punto me lo spiegato voi a cosa è servito ottenerli se tanto l'unione in comune è quasi uguale?


PS:ovviamente altro discorso è l'allentare un poco gli ipocriti legacci della concessione delle adozioni; se si dovessero seguire pedissequamente quei criteri, metà delle famiglie italiane si dovrebbero vedere private dell'affidamento dei figli!




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21 dicembre 2006

SMISURATA PREGHIERA (per chi viaggia in direzione ostinata e contraria)



Alta sui naufragi
dai belvedere delle torri
china e distante sugli elementi del disastro
dalle cose che accadono al disopra delle parole
celebrative del nulla
lungo un facile vento
di sazietà di impunità

Sullo scandalo metallico
di armi in uso e in disuso
a guidare la colonna
di dolore e di fumo
che lascia le infinite battaglie al calar della sera
la maggioranza sta la maggioranza sta
recitando un rosario
di ambizioni meschine
di millenarie paure
di inesauribili astuzie

Coltivando tranquilla
l'orribile varietà
delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un'anestesia
come un'abitudine
per chi viaggia in direzione ostinata e contraria

col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità di verità

per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio
e seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli
con improbabili nomi di cantanti di tango
in un vasto programma di eternità

ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere




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2 dicembre 2006

FLASH\37

Ne approfitto per unirmi all'appello rivolto dalla Litizzetto alla Gabanelli: SCOPRI LE COSCE; CHIAMA UN PO' DI VELINE, INVITA SGARBI, LA MUSSOLINI E LIBERA I DOBERMANN, PORTA IN DIRETTA TAORMINA E FAGLI ACCUSARE MEZZO PUBBLICO DEL DELITTO DI COGNE... INSOMMA, FAI QUALCOSA!!! 

Possibile che quest'anno Report abbia realizzato i migliori documentari giornalistici di denuncia dei mali del sistema-paese, e che non ci sia stato nemmeno un giornale parrocchiale, nemmeno una rete locale, nemmeno una rivista di taglio e cucito che se ne sia minimamente curata!?
A questo punto la tristezza scende come un manto. E' palese la generale collusione tra i partiti nel gridare allo scandalo sulle idiozie, e nel girare la testa facendo finta di niente quando il re è davvero nudo. A destra e a sinistra, sappiatelo: fate schifo. Non avete nemmeno un briciolo di pudore, o di decenza, non mi azzardo nemmeno a dire "di coscienza".
Siete una delusione, tutti. Giornalisti, pubblicisti, mezzibusti, reggitori di microfono, esperti di tuttologia, commentatori della domenica, sottosegretari, portaborse, lecchini, politici, osservatori, tecnici del diritto, tutti.

Passando ad altro (tanto, come detto, non gliene frega niente a nessuno, nemmeno sul web):
Manifestazione di ieri degli studenti contro la finaziaria: nemmeno un articolo in tre telegiornali. Niente da dire, ci sono sfilate che lasciano davvero il segno.

Aspettiamo comunque fiduciosi per oggi; sono curioso di vedere se oltre a taroccare le bandiere dell'UDC, il comitato organizzatore è riuscito anche a mattere in piedi un corteo come si deve (anzi, tre, visto che la botta di attivismo dopo anni di sonno è stata parecchio forte). Spero almeno si ricordino come si fa!

Anche Scaramella dice di essere stato avvelenato con il polonio 210, che nel frattempo viene trovato indiscriminatamente sugli aerei della British fino alla mensa dell'asilo di Segrate Brianza. E' ufficiale quanto detto prima: giornalisti, fate schifo. Appena sentite che la gente si riempie la bocca di qualcosa, che una parola "buca", ci campate per giorni. Successe per l'"irpef" prima delle elezioni, per i "senza se e senza ma", con le "due simone", con l'"aviaria" con la "mucca pazza", succede tutt'ora ogni volta che la Chiesa apre bocca in bioetica con la "vita".
Piantatela, sembrate dei ragazzini dispettosi ed immaturi. E la gente è così cretina che vi da ancora retta, ora avranno paura del polonio, come la hanno avuta della aviaria e di chissà quante altre stronzate.
Senza contare che adesso anche con Scaramella si sta realizzando lo sport italiano per eccellenza: il vittimismo. Tale Mario Scaramella è un ex agente segreto (ora mezzo-mercenario), trafficone e trafficante d'armi, dalla molto meno che dubbia affidabilità. Fino a ieri era il sospettato numero uno per l'assassinio di Litvinenko, oggi è un povero chirichetto avvelenato dal cattivissimo regime comunista. Senza  contare il prode Guzzanti, ex falangista cristiano contro il fronte comunista eversivo e spione in Italia, che ha fatto sovvenzionare e mantenere a nostre spese un costosissimo quanto inutile carrozzone meglio noto come "Commissione Mithrokin" lavorando per anni e prezzolando fior fior di consulenti (tra cui tale Scaramella) per arrivare ad un risultato agghiacciante: non c'era nessun complotto.
Incredibile. Davvero incredibile.




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19 novembre 2006

FINALMENTE, POSSO DIRE: BRAVO ISRAELE!

Finalmente, posso dirlo: Bravo Israele!
Come gli assidui frequentatori del mio blog sapranno, da queste colonne è raro che si levino complimenti rivolti ad uno o all'altro dei due contendenti; molto più spesso sono costretto a deprecare o condannare atteggiamenti sprezzanti di sfida o di ottuso orgoglio seguiti a ruota da reazioni violente ed altrettanto insensate.

Ma stavolta mi sento di fare le mie felicitazioni per la scelta che Israele ha fatto di arrestare il bombardamento di ieri notte contro la casa dove era ospitato un esponente di Hamas, in modo da evitare di colpire le decine di persone che avevano deciso di presidiarla facendo da scudo umano.

Come ogni sera da un poco di tempo a questa parte, Israele aveva lanciato l'avvertimento di sgombero di alcuni edifici abitati da palestinesi annunciando di stare per bombardarli entro pochi minuti, in modo da colpire l'esponente filo-terrorista. L'esito dell'annuncio però stavolta è stato l'opposto: decine di ragazzi, uomini e vecchi si sono rapidamente radunati a sorpresa proprio alla base  del palazzo preso di mira facendo da scudo umano contro gli attesi missili. Questo gesto sconsiderato avrebbe potuto provocare una strage, se i generali israeliani non avessero deciso repentinamente di desistere dall'attacco richiamando gli aerei.

Spero con tutto il cuore che questo resti un episodio isolato e che questa azione non diventi una sorta di "metodo di lotta" alternativo, perchè non penso sia saggio mettere troppe volte alla prova la pazienza e l'umanità dei vertici militari di Israele; stavolta l'effetto sorpresa ha funzionato, domani chissà.

Dunque ecco da dove viene la mia soddisfazione per la scelta lungimirante ed umanamente ineccepibile di Gerusalemme, alla quale però si accompagna un forte moto di disgusto e di ribrezzo rivolto ad Hamas. Così come è assurdo mandare a farsi esplodere dei poveracci in nome di un ideale (e di una rendita familiare), allo stesso modo trovo decisamente vigliacco che dei militanti, invece di farsi martiri fino in fondo (mi sembra il minimo che diano l'esempio, visto che ultimamente mandano anche i bambini a farsi esplodere) coinvolgano degli innocenti in azioni di guerra causate solo dal proprio fanatismo.

Stavolta non ci sono scuse che reggano: Israele 1, Hamas 0.
Palla al centro.




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18 novembre 2006

NUOVI ORIZZONTI

L'Associazione Studenti della Link è nata, finalmente.

La mia creatura ha finalmente visto la luce; è cresciuta, tra le mani del suo creatore, fino a superarne le aspettative e gli obiettivi iniziali fino a divenire un unicum, una creatura inimitabile, un unicorno dalle caviglie fragili; basterebbe una buca, una radice sporgente ed il suo destino sarebbe di passeggiare nelle valli invece che lanciarsi in voli fantastici.


Sarà una creatura meravigliosa, in grado di realizzare il legame mancante tra lo studio ed il lavoro, in grado di esaltare le opere, l'impegno ed i progetti degli studenti finanziandoli e proponendo le loro idee migliori alle aziende a cui loro stessi sognavano di proporle, e persino a quelle cui non avrebbero nemmeno osato sognare.


Alle aziende non costerà nulla, e ne ricaveranno idee, forze fresche e motivazioni nuove.
Ai ragazzi eviterà il lavoro in nero, la gavetta umiliante e il gap che ogni studente come si vede sbattere in faccia quando si trova davanti dei veri lavoratori.

Tutto questo, sempre che il sogno non mi scoppi tra le mani.
Tutto questo, sempre che si lavori sodo perchè tutto riesca come deve.

Insomma, ecco un altro impegno ed un altro sogno da (in)seguire... quindi buonanotte e, da domani, tutti al lavoro!




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28 ottobre 2006

SATURA\16

Uno dei segreti della felicita' e' una cattiva memoria.




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22 ottobre 2006

IO STO CON GLI IPPOPOTAMI (ANCHE PUTIN)

La mafia? "E' nata in Italia, non in Russia". Il presidente russo Vladimir Putin, infuriato dalle lamentele dei leader europei sulla situazione dei diritti umani nel suo Paese, non si fa processare dagli altri 'potenti' del continente, anzi reagisce giocando pesante. E' così che, alla cena di venerdì durante il Consiglio europeo di Lathi, in Finlandia, il leader del Cremlino ha detto di non accettare lezioni di democrazia da nessuno e ha sparato a zero contro tutto e contro tutti.

Le parole sferzanti sono riferite oggi dal giornale spagnolo El Pais, che - riservando una pagina intera alla ricostruzione della serata finlandese - cita in proposito fonti diplomatiche.

La serata, svoltasi nell'auditorium Sibelius, sulle sponde del lago Vesijarvi, era iniziata in un "tono corretto". Ma dopo le critiche dei Paesi baltici alla presenza di Putin alla cena, gli animi hanno cominciato a surriscaldarsi. E' stato allora che ha preso la parola il presidente del Parlamento europeo, lo spagnolo Josep Borrell, per ricordare il deterioramento dei diritti umani in Russia, il minuto di silenzio osservato dagli europarlamentari per l'uccisione di Anna Politkovskaya (la giornalista critica verso il Cremliono, assassinata in un agguato nei giorni scorsi a Mosca) e le difficoltà che incontrano in Russia le organizzazioni non governative.

"Prendiamo petrolio da Paesi peggiori dal suo - ha concluso Borrell -, ma con voi vogliamo diventare soci e questo richiede che condividiate certi valori". Putin ha reagito con una "tattica che conosce bene: si è difeso attaccando", riferisce El Pais. Ha detto di non accettare lezioni di democrazia da nessuno e ha cominciato l'elenco dei rimproveri. La Spagna - ha detto Putin, sempre secondo le fonti citate dal giornale madrileno - non ha niente da dire perché molti sindaci, come quello di Marbella, sono in carcere per corruzione. E, stando sempre alla ricostruzione fatta da El Pais, nemmeno l'Italia avrebbe tanto da rallegrarsi, perché "mafia" è un termine nato in Italia.

Quello che ha detto Putin è indubbiamente tutto vero... a parte un piccolo particolare.
In tutti i Paesi da lui citati, gli elementi da lui additati come pietra dello scandalo sono sempre stati visti come qualcosa da combattere, come un male da estirpare, come un vizio da perdere. L'Italia ha alle spalle (e spero anche davanti) decenni di durissima lotta civvile, giudiziaria e persino militare con la mafia, costata tra l'altro la vita di centinaia di uomini di Stato coraggiosi e tenaci; in Spagna, come Putin stesso ha ammesso, i sindaci corrotti sono in carcere, ossia là dove dovrebbero stare tutti i delinquenti.

Viceversa la Russia è da sempre identificata come uno dei paesi più corrotti al mondo, caratterizzata da una straordinaria connivenza tra forze politiche, economiche e mafiose fino ai livelli più alti delle strutture statali. Un paese dove la violenza contro le forze riformiste è all'ordine del giorno, dove i giornalisti scomodi vengono ostracizzati o peggio, dove l'opposizione viene perseguitata ed eliminata, sia politicamente che fisicamente.

Beh, in effetti a ben vedere caro Putin le somiglianze sono davvero poche... della serie: a volte, a far silenzio si fa più bella figura!




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20 ottobre 2006

THE WINNER IS...(2)

LA CIVILTA'.

 Come oramai anche i sassi sapranno, due giorni fa a Roma è avvenuto un tragico incidente di metropolitana che ha provocato la morte di una ragazza ed il ferimento di circa 296 persone, oramai tutte fuori pericolo.

 Quello che invece mi preme sottolineare è un altro aspetto della vicenda, un lato umano così intimo e allo stesso tempo così pubblicamente significativo da avermi lasciato scosso ed intenerito. Dopo che i soccorsi erano tempestivamente arrivati, e dopo che tutte le forze dello Stato erano intervenute per soccorrere i vivi, è stato il momento per la povera Alessandra Lisi di lasciare la trappola che la ha strappata alla sua routine.
 E' qui che, almeno per una volta, l'uomo ha prevalso sull'immagine; nonostante la tensione e la commozione del momento, nonchè in spregio alla naturale indifferenza verso la morte che deve accompagnare chi lavori quotidianamente per la "morgue", spinti da un commovente afflata di delicatezza ed umanità gli addetti della polizia mortuaria con l'aiuto di altri volontari hanno formato un muro di coperte per proteggere dagli "sguardi" l'uscita dalla metro di Alessandra Lisi.
 Così quello che con tutta probabilità sarebbe stato l'ennesimo squallido show di sangue e sacchi neri cui oramai tv e giornali ci hanno abituato, è diventato un momento di tenera commozione. Al pensiero che ci sono dei momenti in cui la macchina (sia da ripresa che fotografica) si deve fermare per lasciare spazio ai misteri del dolore, della preghiera, della solidarietà e dell'empatia (che soli ci possono ricordare cosa vuol dire essere esseri umani) il cuore mi si è gonfiato di speranza e gioia.
 Se qualcuno ancora crede che almeno l'intimità della morte vada protetta - ho pensato - allora c'è speranza. Allora la macchina, lo show non hanno ancora ucciso la nostra umanità!

 Per questo, quando il giorno dopo il disastro ho visto immagini come questa che posto di seguito, immensa è stata la mia gioia: perchè quei teli scuri, quel muro di dignità e di dolore, esprimono molto più di quello che una irriverente e irriguardosa foto del povero corpo maltrattato avrebbe mai potuto dire.

 Dicono che se c'è ancora spazio per la pietà, allora non siamo del tutto perduti.




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14 ottobre 2006

ICTUS\15





Bambina: "Mi dici una cosa?"
Lord Morfeo: "Forse."
Bambina: "Quando sogno, a volte ricordo come volare. Si alza una gamba, poi l'altra e sei sospesa nell'aria e puoi volare. Ma quando mi sveglio non ricordo più come farlo."
Lord Morfeo: "E?"
Bambina: "Quello che voglio sapere è: quando dormo ricordo veramente come volare? E lo dimentico quando mi sveglio? O sogno solo di poter volare?"
Lord Morfeo: "Quando sogni, a volte ricordi. Quando ti svegli, dimentichi sempre."
Bambina: "Ma non è giusto..."
Lord Morfeo: "No."




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7 ottobre 2006

MENTI VUOTE, GIORNI LIETI

Ieri sera sono rimasta a casa mia con mio nonno, per tenergli compagnia (e perchè non avevo niente altro in programma in ogni caso) così ne ho approfittato per fare una cena mooolto rilassata nei tempi (e nei cibi) ma soprattutto, per vedere la tv. Sono anni oramai che il mio rapporto con la televisione si è definitivamente incrinato e ieri sera, nonostante sembri una contraddizione, non è stato un gesto di distensione con l'apparecchio. Anzi.
Infatti, tra l'under 21 senza commento (i giornalisti scioperano; non ti dicono mai il marcio, anzi lasciano la parola ai politici salvo poi rendersi conto che quando qualcosa va male nessuno si accorge che hanno smesso di parlare) e S.W.A.T. non ho avuto dubbi... come si potrebbe preferire un branco di ragazzetti che sgambettano su di un campo di patate tirandosi legnate con il solo sottofondo ovattato delle bestemmie dei tifosi ad un serio, virile, adulto e consapevole film sulla realtà di uno dei corpi di intervento più famosi al mondo!?
Tuttora non sono affatto pentito della scelta, ed anche se il film non l'ho visto che a sprazzi (rassettavo la cucina e chiacchieravo su msn) una cosa la ho capita: la trama.
Se c'è una cosa preoccupante, è rendersi conto che una storia è talmente banale e standardizzata che tu puoi anche eliminare 3/4 del film, incollare insieme ciò che ne rimane e capire tutto come se fosse stato montato così.
In realtà, ieri sera ho capito anche un'altra cosa.
Ero in piedi ed avevo appena attaccato il telefono, finito di preparare il latte con le fette biscottate per nonno (ha mal di pancia tra le altre cose e quella è la sua cena) e di rassettare la cucina quando è arrivato, inevitabile come le tasse, lo stacco pubblicitario. Per la precisione, il settimo.
Allora con mente ed occhi vuoti, quasi per riflesso condizionato, mi sono piazzato in piedi innanzi al televisore e con il telecomando puntato verso lo schermo ho tentato di azzerare il volume. Invano.
Poi mi sono girato ed ho visto lo schermo accanto a me, di sbieco, che incurante dei miei tentativi di zittire il forno vomitava fuori tutto il peggio del consumismo.
Distolta l'attenzione dal vetro della porta del forno, voltatomi verso il televisore (fingendo per quanto possibile nonchalance) ho finalmente tolto il volume forte di una nuova consapevolezza: sono stanco, decisamente troppo stanco.

Oggi però è un altro giorno, ed il compleanno della mia dolce e splendida compagna spero porterà una nuova ventata di pace e freschezza nella mia vita.
Intanto, "Auguri!"


PS: Per tutti coloro che siano appassionati di Teatro e non siano interessati a vedere Barbareschi che storpia Tomasi di Lampedusa o la Arcuri che violenta Pirandello,  un solo consiglio: andate entro il 16 di ottobre al Teatro Politecnico di Roma (via G.B. Tiepolo- zona Flaminio) a vedere Agnese Ascioti e Corrado Ruffini con la regia di Mario Prosperi che mettono in scena IPPANDA, di Giovan Battista Alberi. Una tragedia del 1600 MAI messa in scena prima, a causa della difficoltà di riorganizzare le (poche) bozze lasciate dall'autore. Inoltre, fino a domenica sera, l'ingresso è gratuito!
Insomma, andate!




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30 settembre 2006

FLASH\36

Mio padre era un gran cacciatore. Però era vegetariano.
Così andava nei boschi e sparava ai funghi.

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Quando la figlia si sposa, il padre perde la dote, ma riguadagna il bagno e il telefono.




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25 settembre 2006

FINALMENTE, LA FINE DEL MASSACRO

Finalmente, la fine del massacro di inermi cittadini irakeni (48215;immaginate che scompaia lo stadio olimpico durante il derby).
Finalmente, la fine del massacro di giovani americani (2700).
Finalmente, la fine del massacro di giovani militari italiani (33).
Finalmente, la fine del massacro di operatori umanitari, giornalisti, freelance, sminatori, missionari, mediatori, diplomatici, medici, fotografi, reporter, infermiere, contractor, mercenari, poliziotti, pacifisti, venditori ambulanti, madri, bambini, commercianti, spazzini, ingegneri, ricconi, straccioni, nobildonne e prostitute.

Finalmente, con il ritiro che oramai sembra imminente, le possenti forze armate irakene riprenderanno il pieno controllo del loro paese proteggendo il primo governo democraticamente eletto dell'Iraq, e dalle rovine fumanti e dal sangue di tutti questi martiri laici rinascerà una nuova speranza di libertà e democrazia nel medio oriente.

Finalmente, come il vecchio "fantasma che corre per l'Europa", questa speranza spazzerà via ogni dittatura ed ogni fanatismo proiettando il mondo in una nuova era di pace, prosperità e diritti civili.

...o forse no?!




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24 settembre 2006

IO STO CON GLI IPPOPOTAMI (ANCHE PERA)

''Sono contrario all' eutanasia: credo che le priorita' siano altre''. Forse Pera non se ne è avveduto, ma l'eutanasia non è il menu della mensa di Montecitorio.

In ogni caso,  per chi oggi invoca la "dolce morte" od il testamento biologico ogni istante di non-vita è una sofferenza insostenibile, nessuno porrebbe fine alla propria vita perchè non sa come passare una serata noiosa. Se c'è qualcosa che deve essere considerato una priorità, è proprio il dolore di chi non può decidere autonomamente su cosa fare della propria esistenza.

Infine mi duole dire una volta di più che chi parla come Pera è degno di essere considerato un acerrimo nemico dell'umanità. Chi, in nome della vita, propaganda la necessarietà dell'altrui dolore non merita rispetto nè ascolto. Merita solo il silenzio che si deve ad ogni ipocrita trasposizione dei propri rigidi ed ingiusti schemi astratti sul sacrificio reale ed indesiderato di un'altra persona.

Un consiglio, sempre lo stesso: la prossima volta si taccia e ci si limiti a votare contro, almeno per rispetto a chi la propria vita la considera già conclusa e dei suoi amici e parenti.




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15 settembre 2006

ICTUS\14



Morire per delle idee, l'idea è affascinante
per poco io morivo senza averla mai avuta,
perchè chi ce l'aveva, una folla di gente,
gridando "viva la morte" proprio addosso mi è caduta.

Mi avevano convinto e la mia musa insolente
abiurando i suoi errori, aderì alla loro fede
dicendomi peraltro in separata sede
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè
ma di morte lenta.

Approfittando di non essere fragilissimi di cuore
andiamo all'altro mondo bighellonando un poco
perchè forzando il passo succede che si muore
per delle idee che non han più corso il giorno dopo.

Ora se c'è una cosa amara, desolante
è quella di capire all'ultimo momento
che l'idea giusta era un'altra, un altro il movimento
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta
ma di morte lenta.

Gli apostoli di turno che apprezzano il martirio
lo predicano spesso per novant'anni almeno.

Morire per delle idee sarà il caso di dirlo
è il loro scopo di vivere, non sanno farne a meno.

E sotto ogni bandiera li vediamo superare
il buon matusalemme nella longevità
per conto mio si dicono in tutta intimità
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè,
ma di morte lenta.

A chi va poi cercando verità meno fittizie
ogni tipo di setta offre moventi originali
e la scelta è imbarazzante per le vittime novizie
morire per delle idee è molto bello ma per quali.

E il vecchio che si porta già i fiori sulla tomba
vedendole venire dietro il grande stendardo
pensa "speriamo bene che arrivino in ritardo"
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè,
ma di morte lenta

E voi gli sputafuoco, e voi i nuovi santi
crepate pure per primi noi vi cediamo il passo
però per gentilezza lasciate vivere gli altri
la vita è grosso modo il loro unico lusso
tanto più che la carogna è già abbastanza attenta
non c'è nessun bisogno di reggerle la falce
basta con le garrote in nome della pace
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta,
ma di morte lenta.




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28 agosto 2006

FLASH\35

'TOCCATINA' A DONNE DELL'EST, ANZIANI SPERPERANO PENSIONI A GELA

A Gela, molti degli anziani che frequentano i giardini pubblici della città non riuscirebbero più ad arrivare a fine mese con la pensione perché spenderebbero molti soldi in un insolito, e per loro molto piacevole, passatempo: toccare le giovani e avvenenti donne dell'Est che si offrono alle loro carezze.

Non si tratta di prostituite ma di bambinaie, colf, cameriere, sempre più numerose in Sicilia, che per arrotondare i salari ricevono da pochi euro a qualche decina dagli anziani lasciandosi palpare. La notizia è stata resa nota da un medico di famiglia, che ha chiesto di restare nell'anonimato, e che ha detto di averlo appreso dal racconto di un suo anziano paziente




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